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14/04/2009
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Abolito il Libro Soci.
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E' andato definitivamente in pensione il Libro Soci e le imprese obbligate alla sua tenuta (circa 800mila tra srl e societa' consortili a responsabilita' limitata), si sono liberate di un fardello che pesava 200 milioni di euro all'anno in costi di gestione complessiva della sua tenuta e degli adempimenti connessi.
Abolito il libro soci, 200 milioni di risparmio per le imprese
Il risparmio è frutto dell’attuazione delle norme di semplificazione che, tra l’altro, hanno abolito sia l’obbligo di tenuta del Libro Soci, sia l’invio dell’elenco soci alle Camere di Commercio ogniqualvolta il Libro veniva modificato. Ma in base ad uno studio realizzato da NetConsulting, i risparmi complessivamente ricavabili dalla piena attuazione del contenuto del DL (tra quelli già acquisiti e quelli potenziali), ammonterebbero a oltre 11,6 miliardi di euro, di cui 11,2 a vantaggio di imprese e intermediari e circa 400 milioni a vantaggio della Pubblica Amministrazione.
Dallo scorso 31 marzo, tutte le informazioni sulla compagine societaria delle imprese interessate dal provvedimento sono disponibili direttamente consultando il Registro delle Imprese gestito dalle Camere di Commercio che, attraverso la propria società di informatica, InfoCamere e senza alcun costo per le imprese, hanno recepito in poco meno di un mese oltre 800mila dichiarazioni inoltrate dalle stesse imprese e, più spesso, dai professionisti a ciò delegati.
Sono circa 120 milioni di Euro i risparmi derivanti al sistema Paese dall’abrogazione della tenuta del Libro Soci, quasi totalmente attribuibili alle imprese. Il risparmio annuale per le Camere di Commercio è, infatti, inferiore ai 100 mila Euro. I minori costi annui derivanti, invece, dal mancato invio dell’Elenco Soci sono pressoché equidistribuiti tra Società a Responsabilità Limitata e Camere di Commercio: 42,6 milioni di Euro per le prime, 43,6 per le altre; per un totale di 86,2 milioni di Euro. Dall’abrogazione delle due procedure si liberano, a livello di sistema Paese, circa 200 milioni di Euro annui.
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15/09/2005
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TFR - PREVISTO UN BONUS PER LE IMPRESE
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TFR - PREVISTO UN BONUS PER LE IMPRESE
Saranno previste facilitazioni per l’accesso al credito.
E’ una delle grandi questioni da risolvere per chiudere la partita della riforma del Tfr. Il Ministero del Welfare sta studiando un super-bonus per le imprese più virtuose nell'opera di smobilizzo del Tfr. Su questa linea si colloca la trattativa con l'Abi sull'accesso al credito.
Il Decreto attuativo recepisce “al 99%” la parte "normativa" dell'avviso comune siglato da 22 organizzazioni sindacali e datoriali. Il Ministero del Welfare insiste sul decollo della riforma della previdenza integrativa dal 01 Gennaio 2006. Le parti sociali restano più caute. Confindustria sta attendendo risposte certe sulla questione delle compensazioni e soprattutto delle facilitazioni per l'accesso al credito ed aspetta di visionare la nuova versione del decreto per esprimere una valutazione compiuta. I Sindacati dei lavoratori vogliono conoscere i contenuti del nuovo testo e per questo richiedono il tempo necessario per valutarlo.
Il Ministero del Welfare a breve intende fornire indicazioni utili al Parlamento, chiamato ad esprimere il parere sul decreto attuativo, che dovrà essere approvato definitivamente dal Governo entro il 6 Ottobre.
Ci sono ancora numerosi nodi aperti.
Per quanto concerne le risorse per le compensazioni: per il 2006 ci dovrebbero essere circa 350 milioni di dote aggiuntiva da utilizzare in funzione della riduzione del costo del lavoro.
La deduzione fiscale per le imprese che resteranno senza Tfr resterà al 4% per le grandi aziende ed al 6% per le Pmi.
La questione più complessa resta quella dell'accesso agevolato al credito per le imprese.
L'Abi ha sempre respinto meccanismi imperniati sull'automatismo. L'ipotesi più probabile resta quella di un "sì" ad una procedura semi-automatica.
Il Ministero del Welfare sta studiando l'introduzione di un super-bonus per le imprese che favoriranno la destinazione del Tfr alla previdenza integrativa. La "copertura" verrebbe garantita dalla "dote" aggiuntiva sbloccata recentemente.
Con il nuovo decreto il ruolo della contrattazione (e quindi dei fondi pensione chiusi) dovrebbe tornare centrale. E in questa direzione si collocherebbe la scelta di rimandare all'accordo tra le parti sociali la destinazione del contributo a carico del datore di lavoro.
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15/09/2005
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TRASPARENZA - A RISCHIO SE SI SUPERANO I RICAVI DEGLI STUDI
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TRASPARENZA - A RISCHIO SE SI SUPERANO I RICAVI DEGLI STUDI
L'opzione cade se i ricavi della Srl “superano” gli studi di settore ed i ricavi di una Srl trasparente, per effetto di un accertamento in rettifica emesso dall'ufficio, superano la soglia di applicabilità degli studi di settore; la stessa società decade con effetto retroattivo dall'opzione per la trasparenza.
Questa precisazione è contenuta nella Circolare n.10/2005 e risulta difficilmente condivisibile sia sotto il profilo normativo che sotto il profilo delle conseguenti complicazioni operative.
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03/09/2005
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Tasso di interesse
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Il tasso di interesse di mora per il secondo semestre 2005
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